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    SETTIMO CIELO n9 ANNUARIO 2016

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    SETTIMO CIELO n9 ANNUARIO 2016

    DI MODELLISMO

    Fornitore

    Settimo Cielo 2016 (n° 9)

    L’apertura di questo numero l’abbiamo voluta affidare a Ettore Quaglia, il mago del famolo strano che questa volta è andato a pescare un soggetto davvero difficile riuscendo, nonostante tutto, a coinvolgere un altro matto come lui. Quanto a follia anche Stefano Cantadori non scherza e col suo stile ironicamente aulico ci racconta la storia dello Stingray, l’aliante acrobatico che ormai è divenuto lo standard mondiale della categoria. Il Tiger Moth di Paolo Severin è eccellenza allo stato puro, un biplano più vero del vero che lascia tutti a bocca aperta a terra e in volo. Luca Di Paolo invece affronta per la prima volta un aliante tutto fibra. Lui che è un mago delle costruzioni in legno, questa volta si cimenta col Greacalis, un altro acrobatico nato nel solco tracciato dallo Stingray e che, come quest’ultimo, è riuscito ad entrare nelle grazie degli scafatissimi e disincantati modellisti tedeschi. Il “Dragon Rapide” di Giacomo Mazzari è un altro pezzo di bravura in chiave F4C. Questa volta l’architetto piacentino, costruttore veloce e prolifico quanto attento e preciso, è andato a pescare uno dei più eleganti biplani di sempre, ricostruendolo da par suo. L’articolo di Giancarlo Mensa sulla storia della Valvola Zimmermann è una perla fra le perle che sono certo verrà apprezzata da tutti gli appassionati di motori, ma soprattutto dai “malati” di motociclismo, notoriamente numerosi fra gli aeromodellisti. Massimo Perini ci dà un’altra lezione su come si fa a trasformare un già ottimo aliante in scala in un gioiello, mentre Elia Passerini ci presenta un personaggio che i gioielli li restaura e li ricostruisce, ma in scala 1:1. Molto bello il Bernard HV120 di Erick Marin presentato con dovizia di particolari e riferimenti storici da Franco Bugada, così come l’Hall’s Bulldog di Sergio Fois, un racer che nella sua estrema originalità e stravaganza ha sempre colpito la fantasia degli aeromodellisti. Motorizzato poi con un vero radiale come nel caso di Sergio, che di radiali è il più competente rivenditore in Italia... beh, come si dice a Roma: “E’ la morte sua!” Il Macchi M.7 di Carlo Martegani non è una novità. Al contrario, come scrive lui stesso, è una “gallina vecchia” (1984) che però fa ancora un ottimo brodo e che per bellezza e storia merita davvero una citazione particolare. Una nota di merito anche per Cristian Duratti, aeromodellista giovane ed eclettico che ha ricostruito uno dei tanti acrobatici vintage che, con la fondamentale collaborazione di Ghisleri al cad, stiamo presentando da due o tre anni a questa parte. Il Novi Arrow non è un soggetto comune, ma la sua eleganza non poteva non colpire un modellista attento e capace come Cristian. In chiusura, una splendida celebrazione dell’aerotraino con le bellissime foto di Federico Barbieri, ma il gioiello più prezioso questa volta è Sua Maestà l’imponente Borea di Vittorio Negri e Aldo Toni che, rinato come la fenice dalle ceneri del disastro del 2011, è tornato infine a volare maestosamente per la gioia dei suoi costruttori e di tutti noi.

    Barcode 2010267956550


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    L’apertura di questo numero l’abbiamo voluta affidare a Ettore Quaglia, il mago del famolo strano che questa volta è andato a pescare un soggetto davvero difficile riuscendo, nonostante tutto, a coinvolgere un altro matto come lui. Quanto a follia anche Stefano Cantadori non scherza e col suo stile ironicamente aulico ci racconta la storia dello Stingray, l’aliante acrobatico che ormai è divenuto lo standard mondiale della categoria. Il Tiger Moth di Paolo Severin è eccellenza allo stato puro, un biplano più vero del vero che lascia tutti a bocca aperta a terra e in volo. Luca Di Paolo invece affronta per la prima volta un aliante tutto fibra. Lui che è un mago delle costruzioni in legno, questa volta si cimenta col Greacalis, un altro acrobatico nato nel solco tracciato dallo Stingray e che, come quest’ultimo, è riuscito ad entrare nelle grazie degli scafatissimi e disincantati modellisti tedeschi. Il “Dragon Rapide” di Giacomo Mazzari è un altro pezzo di bravura in chiave F4C. Questa volta l’architetto piacentino, costruttore veloce e prolifico quanto attento e preciso, è andato a pescare uno dei più eleganti biplani di sempre, ricostruendolo da par suo. L’articolo di Giancarlo Mensa sulla storia della Valvola Zimmermann è una perla fra le perle che sono certo verrà apprezzata da tutti gli appassionati di motori, ma soprattutto dai “malati” di motociclismo, notoriamente numerosi fra gli aeromodellisti. Massimo Perini ci dà un’altra lezione su come si fa a trasformare un già ottimo aliante in scala in un gioiello, mentre Elia Passerini ci presenta un personaggio che i gioielli li restaura e li ricostruisce, ma in scala 1:1. Molto bello il Bernard HV120 di Erick Marin presentato con dovizia di particolari e riferimenti storici da Franco Bugada, così come l’Hall’s Bulldog di Sergio Fois, un racer che nella sua estrema originalità e stravaganza ha sempre colpito la fantasia degli aeromodellisti. Motorizzato poi con un vero radiale come nel caso di Sergio, che di radiali è il più competente rivenditore in Italia... beh, come si dice a Roma: “E’ la morte sua!” Il Macchi M.7 di Carlo Martegani non è una novità. Al contrario, come scrive lui stesso, è una “gallina vecchia” (1984) che però fa ancora un ottimo brodo e che per bellezza e storia merita davvero una citazione particolare. Una nota di merito anche per Cristian Duratti, aeromodellista giovane ed eclettico che ha ricostruito uno dei tanti acrobatici vintage che, con la fondamentale collaborazione di Ghisleri al cad, stiamo presentando da due o tre anni a questa parte. Il Novi Arrow non è un soggetto comune, ma la sua eleganza non poteva non colpire un modellista attento e capace come Cristian. In chiusura, una splendida celebrazione dell’aerotraino con le bellissime foto di Federico Barbieri, ma il gioiello più prezioso questa volta è Sua Maestà l’imponente Borea di Vittorio Negri e Aldo Toni che, rinato come la fenice dalle ceneri del disastro del 2011, è tornato infine a volare maestosamente per la gioia dei suoi costruttori e di tutti noi.

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